Bloccata dagli eredi di Picasso la vendita all’asta

All’indomani della mancata vendita all’asta delle opere di Picasso appartenenti al suo autista e bloccata dagli eredi, si infittisce il mistero attorno alla provenienza dei beni: l’autista e l’elettricista dell’artista erano parenti.

La moglie dell’autista, Jacquelina, era la cugina dell’elettricista di Picasso, Pierre Le Guennec che teneva in casa ben 270 opere dell’artista per un valore di 60 milioni di euro.

La famiglia Le Guennec era stata accusata dagli eredi di Picasso di essersi appropriata in modo illecito dell’opere, e le indagini della polizia hanno scoperto il legame tra le 2 famiglie: l’elettricista era uno dei sei eredi nominati da Jacqueline e beneficiari della vendita annullata.

Del resto la moglie dell’elettricista non nega il legame di parentela tra le due famiglie, pur precisando come esistano due collezioni ben distinte e separate.

Collezioni nutrite visto che, i quadri che dovevano andare all’asta, rappresentano solo una piccola parte dell’immenso patrimonio artistico della famiglia dell’autista di Picasso.

Per maggiori informazioni:

- Eredi legittimi

- Pubblicazione testamento

Niente testamento per le donne romane

Nell’antica Roma la donna non poteva fare testamento: solo il pater familias infatti era titolare di beni, la donna e i figli non potevano possedere nulla.

Nella Roma arcaica il capo indiscusso era l’uomo che aveva potere di vita e di morte sulla famiglia e sull’intera servitù. La donna non godeva di diritti politici e per esercitare i diritti civili (tra cui ereditare o fare testamento) e aveva bisogno di un uomo che esercitasse la tutela su di lei.

Il diritto romano spiegava le limitazioni alla capacità giuridica della donna con pretese qualità negative, quali l’ignorantia iuris (ignoranza della legge), imbecillitas mentis (inferiorità naturale), infirmitas sexus (debolezza sessuale), levitatem animi (leggerezza d’animo) ecc. Alla stregua degli impotenti e degli eunuchi, la donna romana non poteva adottare, rappresentare interessi altrui, fare testamento, testimoniare o fare da garante, fare operazioni finanziarie e nemmeno essere tutrice dei suoi figli minori.

Stop all’assegno di divorzio ma solo dopo aver presentato domanda.

Se l’ex moglie riceve un lascito testamentario, il marito può cessare di versare l’assegno di mantenimento ma solo dal momento in cui ne fa domanda e non da quando l’ex coniuge eredita.

E’ quanto stabilisce la Corte di Cassazione che, con la sentenza numero 11913, ha dato ragione a Costantino, un marito divorziato che non voleva più pagare l’assegno mensile di mantenimento all’ex moglie Angela Maria, dopo che questa nel 2000 aveva ricevuto l’eredità dalla madre defunta.

Solo nel 2002 il signor Costantino era venuto a conoscenza della morte della ex suocera e quindi aveva chiesto alla Corte la restituzione degli assegni di mantenimento dal 2000 al 2002. I giudici della Corte di Cassazione hanno negato all’ex marito la possibilità di ricevere indietro gli assegni versati nel biennio e stabilito che il dovere di versare l’assegno di mantenimento all’ex moglie cessa solo nel momento in cui si presenta domanda.

Il testamento di Leonardo da Vinci

Artista, scienziato, pittore, uomo d’ingegno del Rinascimento Italiano, anche Leonardo da Vinci pochi giorni prima di morire, redasse il suo testamento.

Il 23 aprile del 1519, davanti al notaio Guglielmo Boreau, Leonardo dettò le sue ultime volontà.

Dispose di voler essere sepolto nella chiesa di San Fiorentino nel castello d’Ambroise e nominò l’allievo Francesco Melzi suo esecutore testamentario. A lui lasciò i libri e gli strumenti per la pittura («li libri [...] et altri Instrumenti et Portracti circa l’arte sua et industria de Pictori»), mentre dispose affinché il servitore De Vilanis e Salai ricevessero in eredità i suoi possedimenti fuori dalle mura di Milano, dove Salai aveva predisposto la costruzione di una casa («uno iardino che ha fora de le mura de Milano [...] nel quale iardino il prefato Salay ha edificata et constructa una casa»).

Nominò la domestica Maturina erede delle sue vesti e di due ducati, mentre dispose affinché ai fratelli spettasse il suo podere a Fiesole e 400 scudi depositati a Firenze.