La dichiarazione di successione: come e quando presentarla

Il diritto ereditario o successorio è l’insieme delle norme che regolano il trasferimento,in caso morte, del patrimonio del defunto.

Tra gli obblighi legislativi di chi è “chiamato all’eredità” c’è la presentazione della dichiarazione di successione,  che occorre presentare sempre tranne nel caso in cui ricorrano entrambe le seguenti ipotesi:

a) l’eredità sia devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto
b) l’attivo ereditario abbia un valore non superiore ad euro 25.822,84 e non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari.

La dichiarazione di successione deve essere presentata da uno dei seguenti soggetti obbligati per legge:

  • gli eredi e i legatari (rappresentanti legali);
  • gli immessi nel possesso dei beni, in caso di assenza del defunto o di dichiarazione di morte presunta
  • i curatori delle eredità giacenti
  • gli esecutori testamentari
  • i trust.

La dichiarazione deve essere compilata su appositi moduli già predisposti dal Ministero delle Finanze (Mod 4) e consegnata successivamente all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate del luogo di apertura della successione (ultimo domicilio) entro 12 mesi dalla data del decesso (i dati verranno poi registrati anche presso l’Agenzia del Territorio).  Il modulo ha ben 11 pagine, di cui la compilazione delle ultime due è riservata all’ufficio delle entrate. I dati richiesti riguardano l’anagrafica del defunto e di tutti gli eredi e legatari; i beni mobili e immobili caduti in successione, gli eventuali trasferimenti di beni negli ultimi sei mesi di vita del “de cuius” e le passività.

Oltre al modulo redatto, vanno allegati:

  • una copia del verbale di pubblicazione del testamento (in caso di successione testamentaria);
  • una copia degli estremi dei certificati catastali del patrimonio immobiliare;
  • il certificato di morte del defunto;
  • lo stato di famiglia del defunto, degli eredi e dei legatari;
  • le dichiarazioni delle banche sulle attività del defunto;
  • la documentazione relativa alle passività;
  • il prospetto di liquidazione delle imposte catastali, ipotecaria e di bollo;
  • la ricevuta di pagamento delle suddette imposte (mod. F. 23).

Le imposte catastali, ipotecaria e di bollo devono essere pagate prima della presentazione della dichiarazione di successione.
Le imposte di successione vengono liquidate direttamente dall’Agenzia delle Entrate dopo la presentazione della dichiarazione di successione.

Come redigere un lascito testamentario

Il testamento è l’unico strumento a disposizione di tutti per regolare la propria successione.

Infatti, attraverso il lascito testamentario, una persona può decidere come disporre dei propri beni, rispettando le quote di riserva. Il nostro ordinamento giuridico prevede  che il testamento sia un atto personale e che possa essere redatto in tre forme diverse: testamento olografo, testamento pubblico o segreto.

Per saperne di più sul testamento e per aiutare il testatore nella compilazione, la Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro ha realizzato una guida di facile consultazione.

La Guida di FIRC “Come fare testamento”contiene preziose informazioni sulle modalità di redazione di un testamento, sui diritti di alcuni parenti che non possono essere esclusi dall’eredità e sul regime fiscale che regola la successione.

La Guida viene spedita gratuitamente a chi lo desidera, senza alcuna spesa a carico del richiedente.

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Per maggiori informazioni:

Lasciti testamentari
Pubblicazione testamento

Il testamento di Leonardo da Vinci

Artista, scienziato, pittore, uomo d’ingegno del Rinascimento Italiano, anche Leonardo da Vinci pochi giorni prima di morire, redasse il suo testamento.

Il 23 aprile del 1519, davanti al notaio Guglielmo Boreau, Leonardo dettò le sue ultime volontà.

Dispose di voler essere sepolto nella chiesa di San Fiorentino nel castello d’Ambroise e nominò l’allievo Francesco Melzi suo esecutore testamentario. A lui lasciò i libri e gli strumenti per la pittura («li libri [...] et altri Instrumenti et Portracti circa l’arte sua et industria de Pictori»), mentre dispose affinché il servitore De Vilanis e Salai ricevessero in eredità i suoi possedimenti fuori dalle mura di Milano, dove Salai aveva predisposto la costruzione di una casa («uno iardino che ha fora de le mura de Milano [...] nel quale iardino il prefato Salay ha edificata et constructa una casa»).

Nominò la domestica Maturina erede delle sue vesti e di due ducati, mentre dispose affinché ai fratelli spettasse il suo podere a Fiesole e 400 scudi depositati a Firenze.