Il testamento di Leonardo da Vinci

Artista, scienziato, pittore, uomo d’ingegno del Rinascimento Italiano, anche Leonardo da Vinci pochi giorni prima di morire, redasse il suo testamento.

Il 23 aprile del 1519, davanti al notaio Guglielmo Boreau, Leonardo dettò le sue ultime volontà.

Dispose di voler essere sepolto nella chiesa di San Fiorentino nel castello d’Ambroise e nominò l’allievo Francesco Melzi suo esecutore testamentario. A lui lasciò i libri e gli strumenti per la pittura («li libri [...] et altri Instrumenti et Portracti circa l’arte sua et industria de Pictori»), mentre dispose affinché il servitore De Vilanis e Salai ricevessero in eredità i suoi possedimenti fuori dalle mura di Milano, dove Salai aveva predisposto la costruzione di una casa («uno iardino che ha fora de le mura de Milano [...] nel quale iardino il prefato Salay ha edificata et constructa una casa»).

Nominò la domestica Maturina erede delle sue vesti e di due ducati, mentre dispose affinché ai fratelli spettasse il suo podere a Fiesole e 400 scudi depositati a Firenze.