
Maria Montessori, figura di spicco nel campo della pedagogia, prima donna italiana a conseguire la laurea in medicina, celebre per le sue battaglie a favore di un nuovo modo di intendere l’educazione infantile, nel suo testamento riconobbe il figlio illegittimo e lo indicò come colui che avrebbe dovuto continuare la sua opera.
Nessuno sapeva, anche se erano in molti a sospettarlo, che la Montessori avesse un figlio segreto, abbandonato subito dopo il parto e ricomparso nella vita della donna pochi anni prima della morte della stessa. Solo nel testamento però Maria Montessori fece riferimento a lui in qualità di suo figlio illegittimo.
Il riconoscimento del figlio naturale attraverso il testamento è previsto dall’articolo 254 del Codice Civile. L’articolo 256 così recita: “Il riconoscimento è irrevocabile, ha effetto dal giorno della morte del testatore, anche se il testamento è stato revocato ”.
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Testamento
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Certamente si, come insegna Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, primo imperatore romano che guidò Roma per 44 anni.
Augusto nominò suoi eredi principali la moglie Livia e il figliastro Tiberio, quindi i nipoti e i pronipoti e in terza battuta i principali cittadini romani. Quest’ultima volontà testamentaria pare sia stata dettata più dal desiderio di gloria che da una reale simpatia verso la gran parte di questi cittadini. Guidato sempre dalla volontà di lasciare un immagine positiva di sé, Augusto dispose anche un lascito nei confronti dei suoi soldati: ad ogni membro delle coorti pretorie lasciò mille sesterzi, 500 e 300 rispettivamente ai militari delle coorti urbane e ai legionari.
Le ultime volontà dell’imperatore, depositate presso la Casa delle Vestali nel Foro, vennero lette pubblicamente in Senato dai due liberti dopo la morte di Augusto , il 19 agosto del 14 d.C.
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Nell’antica Roma la donna non poteva fare testamento: solo il pater familias infatti era titolare di beni, la donna e i figli non potevano possedere nulla.
Nella Roma arcaica il capo indiscusso era l’uomo che aveva potere di vita e di morte sulla famiglia e sull’intera servitù. La donna non godeva di diritti politici e per esercitare i diritti civili (tra cui ereditare o fare testamento) e aveva bisogno di un uomo che esercitasse la tutela su di lei.
Il diritto romano spiegava le limitazioni alla capacità giuridica della donna con pretese qualità negative, quali l’ignorantia iuris (ignoranza della legge), imbecillitas mentis (inferiorità naturale), infirmitas sexus (debolezza sessuale), levitatem animi (leggerezza d’animo) ecc. Alla stregua degli impotenti e degli eunuchi, la donna romana non poteva adottare, rappresentare interessi altrui, fare testamento, testimoniare o fare da garante, fare operazioni finanziarie e nemmeno essere tutrice dei suoi figli minori.
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A partire dal 1°gennaio 2010, in conseguenza della determinazione all’1% del saggio legale di interesse (stabilito da un decreto ministeriale del 4 dicembre 2009) sono cambiati i valori dei diritti di usufrutto.
E’ cambiato dunque il coefficiente per il calcolo del diritto di usufrutto e delle rendite o pensioni vitalizie.
Guarda la tabella sui valori attuali per diritto di usufrutto:
Tabella propietà usufrutto
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Artista, scienziato, pittore, uomo d’ingegno del Rinascimento Italiano, anche Leonardo da Vinci pochi giorni prima di morire, redasse il suo testamento.
Il 23 aprile del 1519, davanti al notaio Guglielmo Boreau, Leonardo dettò le sue ultime volontà.
Dispose di voler essere sepolto nella chiesa di San Fiorentino nel castello d’Ambroise e nominò l’allievo Francesco Melzi suo esecutore testamentario. A lui lasciò i libri e gli strumenti per la pittura («li libri [...] et altri Instrumenti et Portracti circa l’arte sua et industria de Pictori»), mentre dispose affinché il servitore De Vilanis e Salai ricevessero in eredità i suoi possedimenti fuori dalle mura di Milano, dove Salai aveva predisposto la costruzione di una casa («uno iardino che ha fora de le mura de Milano [...] nel quale iardino il prefato Salay ha edificata et constructa una casa»).
Nominò la domestica Maturina erede delle sue vesti e di due ducati, mentre dispose affinché ai fratelli spettasse il suo podere a Fiesole e 400 scudi depositati a Firenze.
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