Esempi di testamento olografo
Di seguito riportiamo alcuni esempi di un testamento olografo, utili per fare chiarezza sulle modalità di stesura.
In particolare:
Per ogni esempio di testamento olografo parzialmente valido o non valido verrà indicata la motivazione che determina la nullità o l’annullabilità dello stesso.
La forma del testamento olografo è la più semplice: è sufficiente che il testatore su un qualunque foglio rediga le disposizioni di ultima volontà scrivendole per intero, datandole e sottoscrivendole di suo pugno.
Requisito essenziale per la validità del testamento olografo è l’autografia, cioè la completa stesura di tutte le sue parti ad opera del testatore, senza l’ausilio di altri né di mezzi meccanici. Qualora manchi l’autografia il testamento è nullo.
Altro elemento fondamentale per la validità del testamento olografo è la presenza della data, cioè giorno-mese-anno (non è necessaria l’indicazione del luogo).
Essa infatti dando un riferimento cronologico preciso consente di stabilire, in presenza di più testamenti non compatibili tra loro, quale sia l’ultimo, e quindi quale produca i suoi effetti.
Inoltre, in caso di contestazioni legate alla capacità di intendere e di volere del testatore, consente di risalire al momento preciso di redazione del testamento.
Il terzo elemento sostanziale per la validità del testamento olografo è la sottoscrizione, cioè la firma in calce alle disposizioni.
Naturalmente anche la firma deve essere di pugno del testatore. Abitualmente la sottoscrizione avviene con l’apposizione del nome e del cognome, anche se non necessariamente: la sottoscrizione deve rendere possibile con certezza l’identificazione della persona che ha scritto il testamento, quindi è valida la sottoscrizione con pseudonimo o vezzeggiativo, se in tal modo era conosciuta la persona.

