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Successione testamentaria e legittima

Ogni persona fisica è titolare di rapporti giuridici; di questi alcuni sono di carattere assolutamente personale e si estinguono con la morte del titolare.
Altri, di carattere patrimoniale, cioè suscettibili di  valutazione economica, non si estinguono con la morte ma  si trasmettono ai suoi successori.

Il diritto successorio si occupa proprio di definire chi siano le persone che subentrano nei rapporti patrimoniali della persona scomparsa, e il sistema normativo è concepito proprio in modo che almeno un soggetto sia sempre individuabile per acquisire la posizione giuridica e patrimoniale della persona scomparsa.

La designazione degli eredi avviene in forza di legge nel caso di successione legittima (art. 565 c.c. “Categorie dei successibili - Nella successione legittima l’eredità si devolve al coniuge, ai discendenti legittimi e naturali, agli ascendenti legittimi, ai collaterali, agli altri parenti”), oppure per testamento, nel caso della successione testamentaria.

In assenza di testamento e di eredi per legge, erede è lo stato (art. 586 c.c: “In mancanza di altri successibili, l’eredità è devoluta allo stato. L’acquisto si opera di diritto senza bisogno di accettazione e non può darsi luogo a rinunzia”).

Quando il testamento non dispone dell’intero patrimonio ereditario, la successione è regolata dal testamento per i beni ivi indicati, e dalla legge per i beni esclusi dal testamento.

La libertà di disporre per testamento è limitata dai principi normativi finalizzati alla tutela della famiglia e, in particolare, la trasmissione del patrimonio personale ai congiunti più vicini rientra nella logica dei vincoli di solidarietà familiare. (art. 536 c.c. “Legittimari - Le persone, a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi. Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi”).

Quindi in assenza di prossimi congiunti si avrà una piena libertà di disporre per testamento, ma in loro presenza le disposizioni testamentarie possono solo integrare la devoluzione dei beni in favore dei familiari più stretti, e ciò anche contro la volontà espressa nel testamento.

Ciò comporta che per la parte che contrasta i diritti dei prossimi congiunti il testamento  non produce effetti; questa è definita successione necessaria. (art.554 c.c. “Riduzione delle disposizioni testamentarie - Le disposizioni testamentarie eccedenti la quota di cui il defunto poteva disporre sono soggette a riduzione nei limiti della quota medesima”).

Il patrimonio che cade in successione comprende sia rapporti attivi che rapporti passivi (debiti),  ed è definito “patrimonio ereditario” o “massa ereditaria”.