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Accettazione dell'eredità

L’ acquisto dell’eredità si ha con l’accettazione; con essa l’erede subentra in tutti i rapporti attivi e passivi del testatore.
 
L’eredità può essere accettata puramente e semplicemente o col beneficio d’inventario.

Nel primo caso con l’accettazione si ha la confusione del patrimonio ereditato con quello dell’erede, e quindi l’erede risponde anche con i propri beni dei debiti del defunto.

Nel secondo caso, invece, il patrimonio dell’erede rimane separato da quello della persona scomparsa, e l’erede risponde dei debiti ereditari solo con il patrimonio ereditato.

L’accettazione beneficiata quindi è uno strumento giuridico che cautela l’erede   nel caso in cui l’eredità sia gravata da importanti passività.

L’accettazione dell’eredità non può essere parziale, e quindi l’erede non è libero di accettare solo alcuni beni e non altri.

L’accettazione è inoltre irrevocabile e retroagisce al momento di apertura della successione.

L’accettazione dell’eredità può essere espressa, se risulta da una dichiarazione, oppure tacita, quando l’erede compie atti che comportano necessariamente la volontà di accettare.

Il diritto di accettare l’eredità si prescrive nel termine di dieci anni.

Il chiamato all’eredità può liberamente rinunciare all’eredità stessa.