Testamentoolografo.it

Eredità: gradi di parentela

Nella successione legittima vi è la necessità di assicurare che in tutti i rapporti del defunto subentri un successore, individuato all’interno dell’ambito familiare, secondo un principio “graduale”: il parente più prossimo acquisisce i diritti successori, escludendo i parenti più remoti.
Nell’ambito della parentela si distingue la parentela in linea retta (es. padre – figlio) da quella in linea collaterale (es. fratelli).

(Art. 74 c.c. “Parentela – La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso stipite”.
Art. 75 c.c. “Linee della parentela – Sono parenti in linea retta le persone di cui l’una discende dall’altra; in linea collaterale quelle che, pur avendo uno stipite comune, non discendono l’una dall’altra”).

L’ordinamento giuridico individua quali possibili eredi: il coniuge, i discendenti, gli ascendenti e gli altri parenti fino al sesto grado.

Tralasciando il coniuge, i parenti possono essere suddivisi in 3 ordini successori:

  • discendenti
  • ascendenti, fratelli e sorelle
  • altri parenti collaterali entro il sesto grado

All’interno di ciascun ordine, il grado prossimo esclude quello più lontano. Quindi, per esempio, la presenza di figli esclude la chiamata legittima dei nipoti, figli dei figli, che sono parenti di secondo grado.

In presenza di più parenti dello stesso ordine e dello stesso grado, questi concorrono tutti in parti uguali.

(Art. 76 c.c. “Computo dei gradi – Nella linea retta si computano altrettanti gradi quante sono le generazioni, escluso lo stipite. Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti”). Gradi di parentela