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Fare testamento

L'importanza della data

La data indica il momento cronologico in cui il testamento viene redatto e deve contenere l’indicazione del giorno, mese e anno; può essere posta in qualsiasi punto del testamento, purché prima della firma.

In sostituzione del giorno e del mese può anche essere utilizzata una espressione univoca quale “Pasqua 1998” , “Natale 2006”, ecc.
Assolutamente da evitare invece altri riferimenti quali “S. Francesco 2007”, poiché in calendario vi sono più date dedicate allo stesso santo.

La datazione ha due scopi fondamentali:

  • in primo luogo in presenza di più testamenti non complementari tra loro, serve per stabilire quale sia quello efficace, ossia l’ultimo;
  • in secondo luogo in presenza di contestazioni serve per valutare se, al momento di stesura del testamento, il testatore fosse capace di intendere e di volere.

La legge attribuisce grandissima importanza alla data del testamento, specialmente di quello olografo, nel quale manca la certificazione del Notaio contenuta nel verbale di ricezione del testamento pubblico e di quello segreto.

Non è richiesta l’indicazione dell’ora. Tale indicazione può però essere determinante in presenza di più testamenti aventi la stessa data; in questo caso è l’ora di redazione che stabilisce quale sia l’ultimo testamento redatto in ordine cronologico, e quindi quello che prevale sugli altri.

Non è obbligatoria, anche se opportuna, l’indicazione del luogo.

Nel caso in cui il testamento si componga di più fogli è opportuno che su ognuno sia posta la data e la firma.

I difetti riguardanti la data non comportano la nullità del testamento, ma il suo annullamento su istanza di chiunque vi abbia interesse. Infatti l’erronea o incompleta indicazione della data non è essa stessa determinante ai fini della nullità delle disposizione ma è rilevante solo per stabilire la capacità di agire del testatore o, in presenza di testamenti diversi, per stabilire quale sia l’ultimo.

L'articolo 602 comma 3 del c.c. stabilisce che la prova della non verità della data è ammessa soltanto quando si tratta di giudicare della capacità del testatore, della priorità di data tra più testamenti o di altra questione da decidersi in base al tempo del testamento; ne consegue che l'impugnazione del testamento per non veridicità della data non deve ritenersi ammissibile qualora non sia in discussione una delle questioni sostanziali sopra indicate.